Gmg e convivenze, Repubblica inventa

Si apre la Gmg in Polonia e il quotidiano La Repubblica diretto da Mario Calabresi non perde l’occasione per inventare di sana pianta una posizione dei “giovani cattolici europei” sulle unioni omosessuali e più in generale sulle convivenze. Il titolo dell’articolo di Orazio La Rocca è immediatamente ideologico: “Sì alla convivenza. I giovani della Gmg amano il Papa ma aggiornano i precetti”. Dopo tre anni di pontificato di Francesco in cui Repubblica ha provato praticamente ogni giorno a spiegarci che la Chiesa cambiava “linea” e apriva alle unioni civili anche gay e al superamento del matrimonio, scontrandosi poi con l’evidenza dei fatti e l’immutata condizione dottrinale mantenuta inevitabilmente da Papa Bergoglio, che anzi è stato molto duro su ideologia gender e coppie gay non equiparabili alla famiglia attirandosi gli insulti del mondo Lgbt, ora la modifica dottrinale Repubblica prova a metterla in bocca ai giovani della Gmg. Anche qui, inventando di sana pianta.

Ma leggiamo testualmente dall’articolo di La Rocca: “Tra le migliaia di giovani già arrivati al mega raduno europeo e che mercoledì accoglieranno papa Bergoglio (circa centomila provenienti dall’Italia) non sono pochi quelli che per stili di vita, scelte socio-culturali e orientamenti lavorativi non risultano in perfetta sintonia con le indicazioni delle gerarchie cattoliche. Come, ad esempio, succede in materia di convivenze e unioni civili, scelte in media tra il 25-30 per cento di giovani europei. Percentuale che scende intorno al 12-15 per cento tra gli italiani. Ma non meno sorprendenti i giudizi sulla Chiesa cattolica che – al di là del consenso “bulgaro” che suscita papa Francesco – viene giudicata “statica”, “non al passo con i tempi”, dotata di un linguaggio “poco in sintonia con le giovani generazioni”. Quali e quanti sono i giovani cattolici partecipanti alla Gmg che per “stili di vita” (quali stili di vita?) non risultano in perfetta sintonia con le indicazioni delle gerarchie cattoliche? Non si sa, Repubblica inventa. Non c’è un’intervista, non c’è una testimonianza. Ci sono dei numeri dati a casaccio (25 o 30 per cento? 12 o 15 per cento?) che, attenzione, si riferiscono a dei generici “giovani europei”. Non ai giovani europei partecipanti alla Gmg.

Il gioco delle tre carte operato da Repubblica e spacciato come la ennesima “innovazione dottrinale” del cattolicesimo stavolta spinta dalla base giovanile, si svela leggendo il paragrafo successivo dell’articolo del vaticanista La Rocca: “È questo in sintesi l’identikit dei Millenials italiani ed europei realizzato in occasione della GMG 2016 di Cracovia dal Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, promosso in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo. Un sondaggio – spiegano i curatori del Rapporto – svolto proprio in vista della manifestazione giovanile polacca tra un campione di 10.000 giovani europei tra i 18 e i 32 anni intervistati su temi chiave come “lavoro, felicità, istituzioni, Europa e figure di riferimento”. Dalle risposte emerge una figura di giovane che, se da una parte si dimostra pronto all’accoglienza dei migranti e a svolgere attività di volontariato – secondo le indicazioni tante volte ribadite proprio da Bergoglio -, dall’altra sono impegnati e preoccupati dalla necessità di rimettere insieme le tre F della loro vita: fare, felicità e futuro. Un obiettivo importante che deve fare i conti, almeno in Italia, con la realtà di un Paese fra i meno attenti e meno attivi alla costruzione del futuro dei giovani”. Oh, evviva la marchetta a Cariplo e Intesa Sanpaolo. Che evidentemente hanno pagato un sondaggio presso diecimila giovani europei generici, non necessariamente cattolici o partecipanti alla Gmg, che hanno dato le risposte ovvie dei sondaggi generici. Pensate un po’ che “il 91% degli italiani tra i 18 e i 32 anni concorda (molto o abbastanza) nel ritenere il lavoro come uno strumento diretto a procurare reddito”, scoop di La Rocca. Certo viene da pensare con tenerezza al 9% che invece non ritiene il lavoro come uno strumento diretto a procurare reddito. Ma attenti perché i colpi di scena targati Cariplo-Intesa riportati docilmente dal quotidiano diretto da Mario Calabresi non finiscono qui. Addirittura “papa Francesco è giudicato da più del 90% persona di grandi capacità comunicative”. Capito che scoop?

E la parte delle unioni gay e delle convivenze dove sta? Nel sondaggio non se ne parla, Orazio La Rocca non ci racconta quale sia la domanda, con che percentuali abbiano risposto i “diecimila giovani europei”, niente di niente. Semplicemente la titolazione dell’articolo è ideologica, il contenuto è inventato, il sondaggio non è realizzato sui giovani partecipanti alla Gmg e la frase riportata in titolazione “Le unioni civili sono scelte dal 30 per cento dei ragazzi cattolici europei, percentuale che scende al 15 per cento tra gli italiani” non ha fondamento né nell’articolo né nella realtà. Un imbroglio, tutto un colossale imbroglio per poter far il titolo falso “Sì alla convivenza: i giovani della Gmg amano il Papa ma aggiornano i precetti”.

L’aggiornamento andrebbe fatto ai giornalisti di Repubblica, con un corso intensivo sulla deontologia professionale. Buona Gmg di Cracovia cari ragazzi cattolici europei e se incontrate questi “giornalisti” ridete loro in faccia.

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7 thoughts on “Gmg e convivenze, Repubblica inventa

  1. giuseppina il said:

    Giornalista pezzente… neanche far fatica a raffazzonare
    qualcosa di oggettivo e rappresentativo della reale situazione.
    Ma non basta il VII° vizio capitale (accidia)…; non manca
    qualche implicito “link” col I° (superbia) e soprattutto col VI° (invidia).

  2. Damiano il said:

    Mi domando come si possa non riconoscere la strategia. Non cercano nemmeno di camuffarla! Le stesse bugie denunciate da Bernard Nathanson nel suo “aborting America” ricopiate ad arte dai nostri radicali, vengono riformulate sul tema caldo di oggi.
    Che soddisfazione ai proverà a vincere con l’inganno non lo capisco proprio.

  3. Rottami L. il said:

    Vorrei segnalare al Popolo della Famiglia l’oscena puntata di “in onda” sulla legalizzazione della cannabis, dove tra tutte le cose al senatore Giovanardi è stato deliberatamente impedito di parlare. Mi chiedo se non sia possibile segnalare tutto ciò a un’authority; se veramente dovremo subire il Calvario.

  4. Raffaele il said:

    La Repubblica…… ma qualcuno ancora legge La Repubblica… per favore, è meglio cioè…..

  5. Andrea Pisani il said:

    speriamo che a Cracovia i giovani europei incontrino Cristo e non i giornalisti. buona gmg

  6. MauriZio il said:

    sono gli stessi balordi satanisti che nel 2.000 a Roma s’inventarono i prati coperti di preservativi (bucati, come quelli che a Repubblica usano per dare le notizie)

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